Riccardo Rocchi

LA VITA IMMORTALE DI HENRIETTA LACKS

Nel 2010 venne pubblicato dalla giornalista scientifica Rebecca Skloot un libro molto discusso, dal titolo “La vita immortale di Henrietta Lacks”. Nel libro veniva raccontata la curiosa storia delle cellule HeLa. Si tratta di cellule tumorali ampiamente utilizzate in ambito laboratoriale per le ricerche più disparate. Le stesse sembrano aver avuto un ruolo centrale nell’implementazione del vaccino contro la poliomielite; visto la loro capillare diffusione hanno favorito gli studi su diversi tipo di tumori, le ricerche sull’AIDS e sull’infezione da HIV, fino a essere protagoniste di esperimenti sugli effetti dell’assenza di gravità. Ma quali sono le caratteristiche che le rendono uniche? Essendo delle cellule tumorali immortalizzate e altamente stabilizzate hanno una elevatissima capacità di moltiplicarsi, molto più delle loro colleghe, visto una particolare mutazione nel gene della telomerasi (gene che regolara la morte cellulare e limita la proliferazione).
Altre importanti caratteristiche sono la resilienza in condizioni ostiche e la capacità di vivere per un periodo relativamente lungo anche in assenza di terreno di coltura.
Accantonando l’utilità scientifica, l’aspetto più interessante della storia di queste cellule è la loro origine. Innanzitutto, si chiamano HeLa perchè sono state prelevate da tale Henrietta Lacks, una donna afroamericana originaria della Virginia che nel 1951 morì a causa di un tumore al collo dell’utero nell’ospedale Johns Hopkins di Baltimora, nel Maryland. Le cellule vennero ottenute da un tessuto tumorale prelevato mentre la donna era ancora in vita, l’uso che se ne è fatto dopo è andato oltre la semplice analisi istologica di una paziente.
Una volta stabilizzate e scoperte le peculiari caratteristiche, George Otto Gey, il biologo cellulare del Johns Hopkins Hospital, inviò copia delle stesse a diversi laboratori. Da quel momento in poi la presenza delle HeLa si espanse a macchia d’olio. L’azienda biotech Thermo Fisher Scientific colse l’opportunità (non sarà la sola!) commercializzando una linea cellulare derivata.
Henrietta era una contadina della Virginia, madre di cinque figli, discendente di schiavi e analfabeta. L’industria del farmaco ha guadagnato miliardi grazie alla sua eredità genetica, eppure i suoi discendenti sono così poveri che molti non possono neppure pagare l’assicurazione sanitaria.
Lo scorso anno gli eredi genetici delle HeLa hanno intentato una causa alla Thermo Fisher Scientific, sostenendo che l’azienda abbia continuato a riprodurre e vendere le cellule senza chiedere o assicurarsi il consenso della sua famiglia, in un “un sistema medico razzialmente ingiusto".

Photo by National Cancer Institute on Unsplash

Comparso su Agenzia Eventi

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