Riccardo Rocchi

Sostenibilità ambientale e limiti planetari

I concetti di "limiti planetari" sono stati formulati da Johan Rockström e un gruppo di scienziati nel 2009, con l'obiettivo di identificare le soglie ecologiche oltre le quali l'umanità rischia di mettere a repentaglio la stabilità del pianeta e il benessere delle generazioni future. Essi hanno identificato nove processi chiave per la resilienza di un sistema complesso come la Terra che, oltre i cambiamenti climatici, contemplano: perdita di biodiversità, alterazione del ciclo del fosforo e dell'azoto, degradazione dell'ozono stratosferico, cambiamenti nell'utilizzo del suolo e consumo dell'acqua dolce, acidificazione degli oceani, inquinamento chimico e livelli di particolato atmosferico.

Per ciascun processo, sono stati definiti dei "punti di basamento", corrispondenti ai livelli al di sotto dei quali la probabilità di gravi cambiamenti sistematici è bassa. Superando questi punti di basamento, il rischio di effetti irreversibili e catastrofici aumenta significativamente. Ad esempio, per il cambiamento climatico, è stato identificato un limite di 2 gradi Celsius di aumento della temperatura globale rispetto ai livelli preindustriali. Oltre questo limite potrebbero scatenarsi feedback positivi, cioè eventi in grado di autoalimentarsi e di crescere esponenzialmente. Un esempio di ciò sarebbe il rilascio di grandi quantità di metano dai depositi di idrati presenti nelle calotte polari. Esse sciogliendosi a causa dell’innalzamento delle temperature permetterebbero il rilascio di gas serra, altamente clima alteranti, che alimenterebbero ancor di più il riscaldamento, accelerandolo ulteriormente.
La diminuzione delle superfici bianche ai poli, in grado di riflettere i raggi UV, sarebbe di per sé un evento climalterante, perché porterebbe alla diminuzione della capacità della terra di non surriscaldarsi a causa dell’irraggiamento solare.
Ecco che da un singolo evento se ne generano due altamente pericolosi che rendono la progressione ancora più rapida e rilevante. 

Fino agli anni ‘50 tutti i livelli di basamento erano sotto soglia e nessun limite era stato oltrepassato. Dagli anni ‘60, con l’utilizzo di concimazione intensiva e la crescita di coltivazioni industriali, sono stati incrinati i cicli di azoto e fosforo, problematica che oggi ci appare come aridificazione di terreni e perdita di fertilità.

Dagli anni 90’ si è registrato il trend più significativo di innalzamento delle temperature, dunque di cambiamento climatico, con l’attivazione del loop positivo legato alla perdita di ghiaccio polare.
Oggi è accertato il superamento del limite legato alla perdita di biodiversità delle specie, con il WWF che certifica l’estinzione del 69% delle specie e l’irreparabile crollo dell’equilibrio degli ecosistemi animali e vegetali.

Notizia ancora più sconfortante è che ci avviciniamo ad oltrepassare anche i limiti di acidificazione degli oceani (strettamente legato al riscaldamento degli stessi), di sfruttamento del suolo e del consumo di acqua dolce, visto l’incontrollabile crescita della popolazione globale che entro il 2050 porterà sulla Terra 9,8 miliardi di persone (una nuova Parigi ogni mese).

L'importanza della definizione di tali limiti sta nel riconoscere che l'umanità vive in un sistema planetario delicato e interconnesso, dove un superamento di una singola soglia potrebbe innescare effetti a catena con conseguenze catastrofiche per l'ambiente e la società. Il mantenimento dei limiti planetari è essenziale per garantire un futuro sostenibile e prospero per l'umanità. Raggiungere un equilibrio tra le esigenze umane e il rispetto dei limiti del pianeta richiede azioni globali coordinate e politiche di sostenibilità che tengano conto delle complesse interconnessioni tra l'ambiente, l'economia e la società. L'identificazione dei limiti planetari è un'importante guida per la formulazione di politiche efficaci per affrontare le sfide ambientali e climatiche e per assicurare una gestione responsabile delle risorse della Terra. Inoltre, l'attenzione ai limiti planetari ci invita a considerare le conseguenze a lungo termine delle nostre azioni, incoraggiando scelte più responsabili e sostenibili nel nostro modo di vivere, produrre e consumare.

SPUNTI UTILI

  • La sostenibilità del nostro sistema alimentare passe per l'adozione su larga scala di una tecnologia che è sempre stata vista come un tabù: l'ingegneria genetica;
  • Oltre a cambiare i modelli alimentari per renderli più sostenibili dovremo, nel prossimo futuro, rivoluzionare molti altri campi come l'urbanistica
  • Avete mai pensato ad un'auto che producesse cibo? E a birra ad impatto zero?
  • L'italia puà essere un esempio virtuoso nella produzione di bioplastiche;
  • L'Italia può essere un esempio virtuoso nella produzione di energie rinnovabili. Sapevate che siamo tra i primi in Europa insieme all'Islanda per la geotermia?!
  • Che ci piaccia o no le nostre città diventeranno sempre più smart, qualcuna prima di altre!

Image by PIRO from Pixabay

Comparso su Agenzia Eventi

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